“La storia di 7900 km in moto”
La nostra è stata una missione di pace, le rivolte e le tensioni che hanno coinvolto Beirut nel corso degli anni non ci avevano per nulla scoraggiati.
In realtà, l’obiettivo di percorrere un bel pò di km in medioriente preoccupava quasi tutti, ma la partenza da Roma era stata fissata e dovevamo raggiungere Beirut.
La notizia ufficiale della partenza ci è stata data solo qualche giorno prima, perché le ambasciate e i vari ministeri sconsigliavano di effettuare quel percorso. Eh si, il percorso…7900 km tra Italia, Grecia, Siria e Libano.
Sono partito con un gruppo di motociclisti che fanno parte dell’associazione “Moto for peace” con i quali siamo riusciti ad arrivare nei campi profughi di Sabra e Chatila (alle porte di Beirut), per consegnare due ambulanze, materiale sanitario e altri aiuti nei campi profughi.
A far parte del gruppo, composto da 9 moto, un Furgone e una Jeep di supporto, moltissimi membri della polizia di stato appartenenti all’associazione moto for peace, un medico, due operatori video e anche io, in qualità di “inviato” a seguito della carovana.
Quando ho saputo che stavano organizzando questa missione ho deciso subito di aderire, sono stato altre volte nei paesi di cultura islamica ma questa volta non l’ho fatto da semplice turista, ma per dare un apporto concreto.
Mi è piaciuta l’idea di viaggiare con “Moto for pece” perché grazie al fatto che eravamo in moto abbiamo potuto apprezzare maggiormente le comunità e i luoghi che attraversavamo, divulgando l’idea della amicizia e della solidarietà di cui noi ci siamo fatti portavoce non solo il Libano ma anche in moltissimi altri paesi della terra..
Molte sono state le difficoltà affrontate durante il percorso…Dalle strade innevate nel bel mezzo dell’Anatolia centrale, alle difficoltà meccaniche di alcune motociclette (la mia invece non ha perso un colpo!
)
Abbiamo constatato come la situazione, ad esclusione della Grecia, sia davvero precaria.
Siamo stati bloccati per almeno 8 ore al confine tra Turchia e Siria in una baraonda di camion, mercanti, uffici obsoleti e timbri che tardavano ad essere stampati sui nostri passaporti.
Magicamente, con l’aiuto di qualche banconota, tutte le operazioni doganali diventavano più celeri.
Abbiamo sentito la mancanza delle strade europee quando l’asfalto nel corso dei nostri lunghi trasferimenti era costellato di buche profonde. Anche le strade di Napoli mi parevano oro in confronto!
Aleppo, che è la capitale della cultura islamica, ci ha accolto con la sua cittadella antica di un fascino impressionante. Immancabile il “bagno turco” all’interno dell’hammam più antico della Siria che mi ha completamente rigenerato.
L’arrivo in Libano è stato festoso, moltissimi funzionari e giornalisti ci attendevano e abbiamo avuto il piacere di essere ospiti nel “paese dei Cedri” come se fossimo a casa nostra.
La capitale del Libano, Beirut, ha due facce. La prima è quella occidentale, alcuni la definiscono la Parigi del medioriente, con locali, discoteche, negozi alla moda e grandi alberghi. L’altra faccia invece è quella sofferente dei tanti, troppi anni di guerra civile, bombe e attentati.
Non troverete a Beirut un edificio che non sia stato colpito da un proiettile, non riuscirete a guadare altro che edifici foracchiati da scariche di mitra. In alcune delle foto che vi mostriamo in questo articolo, è palese la situazione che si vive in Libano.
Nonostante le sofferenze però, come detto, la gente reagisce e cerca in tutti i modi di vivere alla grande con boutique alla moda, negozi di cellulari e auto di lusso.
Il medioriente è una terra dai mille contrasti, io sono stato (in passato) anche in Israele, Palestina, Giordania e dalla mia esperienza di viaggio in quella particolare area, ho capito che sicuramente le difficoltà e le sofferenze patite da quelle popolazioni sono una grande ingiustizia.
Dal canto mio, insieme all’associazione, proprio in tale ottica, ho partecipato alla realizzazione di progetti di sviluppo, attraverso la sensibilizzazione della società civile e la raccolta di fondi necessari all’attuazione di questi programmi.
Stiamo lavorando già attivamente al progetto dedicato al sud america progetto che ci porterà, in sella alle nostre fidate motociclette, nel continente sudamericano!
E allora, se andrete in Libano apprezzerete il suono di queste parole:”aslan wa sahlan”*.
Daniele Decibel Bellini
Mail: info@decibelbellini.it
* letteralmente significa salve/benvenuto.